martedì 4 dicembre 2018
IL SAPORE DEL PRIMO BACIO Il mio nono libro sta per arrivare in libreria. Titolo: Il sapore del primo bacio.
IL SAPORE DEL PRIMO
BACIO
Il mio nono libro sta per
arrivare in libreria. Titolo: Il sapore del
primo bacio. Trattasi di 15 racconti per
ragazzi, selezionati dalla professoressa Cristiana Vettori che li ha
suddivisi in tre sezioni così titolate: CRESCERE CON GLI ALTRI; LA
NOSTRA PARTE NEL MONDO; GLI ANIMALI INSEGNANO.
La copertina è di Mauro
Moretti.
Il libro è pubblicato
dalle Edizioni Helicon
di Arezzo e distribuito dalla stessa Casa Editrice
(edizionihelicon@gmail.com),
da LIBRO CO. ITALIA; CASALINI LIBRI; BOLIT e
per Roma e il Lazio da Roma Distribuzione
Editoria. E’ anche acquistabile in tutte le
librerie on-line (Amazon, IBS, ecc.).
Il 16 dicembre alle ore
11 sarò alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, ospite della
rassegna “inSalaReggio”. Dialogherà con me Renato Borghi. Oltre
che dei libri precedenti, parleremo di questo ultimo e di Un nonno
per amico.
Rivolgo un caldo
invito agli amici di facebook a partecipare e a condividere questa
nota. Vi aspetto: sarà anche l’occasione per auguravi Buone Feste.
martedì 5 giugno 2018
Tre riconoscimenti in un sol giorno!
Il Premio Casentino è uno
dei più antichi d’Italia. Istituito nella prima metà del secolo
scorso da importanti personalità come Carlo Emilio Gadda, Nicola
Lisi, Carlo Coccioli, il Premio fu interrotto nel periodo bellico e
poi riproposto negli anni settanta per volontà del Presidente del
Centro Michelangelo, Silvio Miano. Da alcuni anni è promosso dal
Centro culturale “Fonte Aretusa”. Giunto alla 43° edizione, si
articola in sette sezioni fra opere edite e inedite: all’edizione
2018 sono stati ammessi circa mille testi. Sabato 2 e domenica 3
giugno, nella prestigiosa cornice dell’Abbazia di San Fedele a
Poppi in provincia di Arezzo, sono stati premiati gli autori
selezionati dalle varie giurie e assegnati i Premi d’Onore, che
rendono omaggio a eminenti personalità che si sono distinte
nell’ambito della poesia, della narrativa, della saggistica, del
giornalismo, dell’economia, della medicina. I premiati di
quest’anno sono: Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, per
l’imprenditoria; Alessandro Ceni per la poesia; Ilvo Diamanti per
l’economia; Myrta Merlino per il giornalismo; Marina Pratici per le
attività culturali e Giacomo Vespasiani per la medicina.
Ho partecipato a tre delle
sette sezioni: narrativa e saggistica edita con il libro Un
nonno per amico; narrativa inedita con il
racconto A pieni polmoni respira un inebriante
profumo di libertà; narrativa per ragazzi
con il racconto Il sapore del primo bacio.
Alle prime due opere le rispettive giurie
hanno assegnato il Premio speciale della
giuria; Il sapore del primo bacio, invece, si
è classificato primo assoluto. Appena una settimana prima lo stesso
racconto si era classificato secondo nel 27° Concorso Nazionale di
Letteratura per Ragazzi “C’era una volta…” di Monterchi. I
due Concorsi si differenziano anche nella composizione della giuria:
mentre i giudici del Casentino sono adulti, quelli di Monterchi sono
i ragazzi delle quarte e quinte delle scuole elementari e delle
prime, seconde e terze delle scuole medie. Si può quindi affermare
che il racconto ha superato l’esame sia dei grandi sia dei più
piccoli. “Non mi era mai capitato di ricevere tre premi per opere
diverse nello stesso Concorso” ho affermato, emozionato, davanti al
tavolo della giuria schierata. Con questi riconoscimenti, e con
quelli che già mi attendono nel prossimo mede di luglio, ho
raggiunto quota centoventi, tra cui spiccano 10 primi posti, 16
secondi e 7 terzi. Un ringraziamento particolare alle giurie del
Casentino e, con una settimana di ritardo, ai ragazzi/giudici
dell’Istituto Comprensivo di Anghiari e Monterchi. Ai miei amici di
Facebook un saluto cordiale. Armido.
sabato 23 dicembre 2017
Il mio ultimo racconto premiato
Il 9 dicembre 2017, nello
stupendo Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, il
racconto “A pieni polmoni respira un
inebriante profumo di libertà” è stato
premiato dalla Giuria del Premio Letterario per inediti La Ginestra Firenze. Si è classificato secondo.
Trattasi di un racconto scritto in soli due giorni proprio per partecipare a questo Concorso. Protagonista è un giovane giornalista, specializzato in giornalismo d’inchiesta, che si trova a indagare i lati oscuri di un mondo industriale dove l’innovazione tecnologica viene utilizzata solo in funzione della massimizzazione del profitto, da raggiungere anche attraverso la diminuzione del prezzo pagato ai fornitori di materie prime e la riduzione del personale. E’ un racconto che, pur rispettando la necessaria brevità, affronta temi molto attuali fino a porre il protagonista di fronte a una drammatica scelta professionale che, in realtà, è una scelta di vita.
Di seguito è possibile leggerne l’inizio. A pieni polmoni respira un inebriante profumo di libertà
“Se ti sposti seguendo la curva del sole, ti puoi abbronzare da mattina a sera senza mai perdere di vista il mare”. Ogni volta che Giulio si siede sull’ampio terrazzo, col sole in fronte e l’azzurro del mare negli occhi, ricorda le parole di nonno Alberto. E torna bambino.
- La casa quasi a picco sul mare è più piccola e modesta.
- La barca di nonno pescatore è tirata in secco, al sicuro.
- Nonno, nipote e un cesto di pesce sono su quella stessa barca che, lenta e sicura, scivola sul mare placido verso la riva.
- Il braciere ardente diffonde nell’aria un gradevole profumo che stuzzica l’appetito. Una bella tavolata di gente allegra delizia le papille gustative con il pesce appena arrostito, innaffiato da un fresco vinello bianco che il nonno ha acquistato da un contadino, là dove la Piana lascia il posto alle prime colline. Nonno è a capo tavola. Giulio vicino a lui. C’è un feeling incredibile tra loro due. Mamma e nonna stanno un po’ sedute e un po’ in piedi a servire. Alla griglia c’è Palmiro, l’amicone del nonno. Papà non c’è.
- Altri tempi. Braghette corte, sandalini blu, la bici già in seconda elementare per raggiungere l’edifico scolastico non molto distante. Papà non lo ha mai accompagnato a scuola. Papà si è trasferito troppo presto al cimitero.
Giulio gli fa visita ogni tanto. Giulio è stato cresciuto da nonno Alberto. Nonno Alberto che, pure lui, da alcuni anni dorme in un letto protetto da lastre di marmo dai coloro vivaci. Non amava il grigio e il nero, nonno Alberto. Amava pescare, nonno Alberto. Amava le domeniche sul terrazzo con griglia, pesce, vino bianco e amici. Pescava rigorosamente solo il sabato e la domenica. Negli altri cinque giorni della settimana era solo un meccanico. Per tutti il miglior meccanico della costa e della Piana. Tanto bravo da potersi permettere di selezionare i clienti e servire solo i più esigenti e danarosi. Anche gli amici, ovviamente. Gratis.
A inizio novecento, raccontava spesso nonno Alberto, questa casa era poco più di una capanna ed è cresciuta e si è trasformata per veder nascere e crescere decine di Foglietti. Giulio è l’ultimo Foglietti nato qui. Le modifiche più recenti le ha fatte nonno Alberto una volta raggiunta l’età della pensione. Sostanziosa, anche grazie a una polizza privata. Ora, questa casa che guarda il mare da tre lati, è dotata di tutti i confort moderni. In molti hanno cercato di comprarla negli anni del boom, anche una multinazionale che voleva trasformarla in un lussuoso albergo cinque stelle. Nonno Alberto ha resistito a tutte le lusinghe, comprese quelle a tanti zeri. Vendere per lui significava cancellare la memoria dei Foglietti, disperderne le radici. Nel testamento è stato chiaro: tutto al nipote Giulio, con una clausola inderogabile. La casa non potrà essere venduta e Giulio dovrà lasciarla in eredità ai figli con lo stesso vincolo. In mancanza di eredi diretti andrà a una fondazione che dovrà trasformarla in una casa vacanza per pensionati con pensione al minimo. Un testamento che equivale a un invito a mettere al mondo figli, Giulio ne è cosciente.
Giulio è felicemente fidanzato, ma non si decide a metter su famiglia. E’ ancora giovane: ha superato da poco l’asticella dei trenta. Giovane, ma già buona penna e altrettanto buona firma. Professione: giornalista. Scrive per il principale quotidiano regionale e, saltuariamente, per un affermato rotocalco nazionale. Fa soprattutto giornalismo d’inchiesta: un modo per crearsi molti ammiratori e altrettanti nemici. Nemici speranzosi di vederlo inciampare in uno dei suoi articoli e fare un bel ruzzolone.
“In mare, con una canna da pesca in mano, il profumo della libertà ti entra dolcemente nel naso” gli ha confessato nonno Alberto tanti anni fa, quando ancora si tuffava nudo dalla barca e le femmine erano solo simpatiche o antipatiche compagne di giochi e di banco.
Giulio giornalista, quel profumo lo respira quando scrive. Quando gli riesce di svelare ai suoi lettori l’altra faccia della medaglia. Ha un ufficio tutto suo al giornale, ma è qui che si rifugia quando è impegnato a mettere a nudo un caso, una combriccola di manigoldi, un potente troppo potente da risultare intoccabile ai più. Anche a molti colleghi giornalisti come lui, stimati come lui. Da qualche tempo raccoglie materiale su di un’azienda importante che ha la sede centrale in uno dei comuni della Piana, non lontano dal mare scendendo verso sud. Ne ha raccolto parecchio di materiale, ma non sufficiente per meritarsi un titolone in prima pagina. Che bel mestiere il giornalista... Foto della premiazione a Firenze
mercoledì 3 maggio 2017
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